- Ternus: i prezzi della memoria sono «senza precedenti» e saliranno ancora nel trimestre di dicembre.
- Interpellata su nuovi rincari, Apple non ha dato una risposta diretta.
- Il margine lordo scenderà al 45-46%, dal 47,9% del trimestre di settembre.
- Le forniture di Mac e iPad saranno limitate a dicembre per via della memoria.
Apple si aspetta che i costi della memoria continuino a salire nel trimestre di dicembre e oltre. Lo ha detto il CEO John Ternus durante la call sui risultati finanziari, e a un analista che chiedeva se ci saranno nuovi aumenti di prezzo l’azienda non ha dato una risposta diretta.
Come riportato dalle fonti, il tema della memoria ha attraversato tutta la call. Ternus, il COO Sabih Khan e il CFO Kevan Parekh sono tornati più volte sull’argomento, anche perché gli analisti hanno continuato a fare la stessa domanda con parole diverse.
«Senza precedenti»
«Quello che vediamo oggi sui prezzi della memoria è senza precedenti», ha dichiarato Ternus. Nel trimestre di settembre i costi erano già più alti rispetto a quello di giugno. Apple li ha compensati in parte con le scorte di memoria acquistate in anticipo a prezzi inferiori e con costi più bassi su alcuni componenti diversi dalla memoria.
Per il trimestre di dicembre Ternus prevede costi ancora più alti. Apple conta di coprirne una parte con gli stessi fattori e con i rincari già applicati: quelli su Mac e iPad a fine giugno e quello su iPhone a settembre.
Più avanti, però, la situazione potrebbe peggiorare. «Guardando oltre il trimestre di dicembre, vediamo prezzi di acquisto della memoria ancora in crescita», ha spiegato Ternus, aggiungendo che il vantaggio delle scorte accumulate diminuirà col tempo.
Nuovi aumenti? Nessuna risposta diretta
La domanda sui prezzi è stata girata a Khan, che ha evitato di rispondere in modo esplicito. Parekh ha ricordato che gli aumenti sono stati fatti «con riluttanza». Apple, ha spiegato, valuta con attenzione unità vendute, ricavi e margini, guardando sia al breve sia al lungo periodo. Secondo l’azienda, l’equilibrio trovato finora è quello giusto.
Un indizio sulla strategia arriva dai numeri: le scorte di magazzino di Apple sono più che raddoppiate su base annua e gli impegni di acquisto per la produzione sono cresciuti sensibilmente tra giugno e settembre. Sembra che Apple stia comprando memoria prima di nuovi rincari. Ternus ha collegato questi impegni al lavoro per migliorare la disponibilità dei componenti.
Margini in calo e Mac e iPad con meno scorte
Il margine lordo è atteso al 45-46% nel trimestre di dicembre, contro il 47,9% di quello di settembre. A pesare sono soprattutto i costi della memoria, insieme a quelli legati a Siri AI.
Per i clienti c’è anche un effetto pratico: a dicembre le forniture di Mac e iPad saranno limitate proprio a causa dei problemi con la memoria.
Ternus ha poi citato gli sforzi per potenziare la produzione negli Stati Uniti, tramite l’American Manufacturing Program. Come emerge dalle fonti, però, nessuna parte di quella spesa riguarda RAM e memoria flash, cioè i componenti più critici.




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